Con il fiato sospeso

Farmacia: si indaga sulle morti

Dopo la denuncia della famiglia di Emanuele Patanè, dottorando deceduto a soli 29 anni per un tumore al polmone, la Procura di Catania apre un nuovo fascicolo nell’indagine sui rifiuti tossici nell’edificio 2 della Cittadella: omicidio e lesioni colpose i reati ipotizzati. Intanto altre undici persone si sono rivolte a Santi Terranova, legale dei genitori del ragazzo

Le voci e i bisbigli attorno all’edificio 2 della Cittadella hanno lasciato il campo a un urlo di denuncia. Da anni si racconta di decessi e malattie sospette tra chi frequentava assiduamente i laboratori della struttura, sottoposta a sequestro preventivo sabato 8 novembre e al centro di un’indagine della Procura, iniziata da un esposto anonimo. Ora la Procura ha aperto un nuovo fascicolo a seguito di una denuncia del padre di un ragazzo, Emanuele Patanè, morto alla fine del 2003: omicidio e lesioni colpose i reati ipotizzati.

A presentare la denuncia l’avvocato Santi Terranova, già incaricato di seguire vicende simili, come quella delle leucemie sospette a Lentini, che è stato designato come legale anche da altri 11 soggetti, con qualcosa in comune: l’aver lavorato all’interno del Dipartimento di Farmacia e aver contratto un male in alcuni casi fatale.

Ad essersi rivolti all’avvocato Terranova sono quattro familiari di persone decedute e otto ammalati. “Tutte persone con patologie, specie oncologiche, relazionate al lavoro svolto. Carcinomi all’apparato digerente, tumori ai polmoni, endometriosi, asma bronchiale”, spiega il legale.

La prima denuncia, dunque, è quella della famiglia di Emanuele Patanè, dottorando in Farmacia, deceduto nel 2003, a soli 29 anni, per un tumore al polmone destro. Emanuele andava in facoltà tutte le mattine e ha svolto attività di ricerca dal ’99 al 2003. Nel 2002 si ammala ed è convinto che la sua patologia sia legata a ciò che succede in laboratorio. Per questo scrive un memoriale, appuntando tutto. “Sono descritte situazioni allucinanti, come il malfunzionamento delle cappe e il non rispetto delle norme di smaltimento”, spiega l’avvocato.

“A casa raccontava delle anomalie che vedeva a lavoro”, dice il fratello Andrea. Emanuele aveva già deciso di rivolgersi ad un avvocato. “E’ stata la malattia che non gli ha permesso di portare avanti la sua battaglia”, continua Andrea. Negli ultimi mesi, infatti, Emanuele era andato in Florida per curarsi, presso la Mayo Clinic. Lì, ospite di una zia, è venuto a mancare nel dicembre del 2003.

Una morte che certo ha fatto tanto parlare a Farmacia. Nonostante questo, “Da parte della facoltà è come se mio fratello non avesse mai lavorato lì. Nessuno ci ha contattato, solo il giorno del funerale era presente qualche professore per delle formali condoglianze. Nulla più”, racconta Andrea con rassegnazione.

Santi Terranova ha già chiesto una consulenza tecnica di parte, con un proprio medico legale e un medico del lavoro. “Per il resto, ovviamente, chiederò che i tecnici della Procura vengano da fuori, non dalla Sicilia”, ci tiene a precisare l’avvocato. Si vuole evitare che eventuali pressioni finiscano per ostacolare le indagini. Si sa già che a questa prima denuncia seguiranno le altre.

Pubblicato da ctzen.it il 28 novembre 2008

Pubblicato in: la storia

Commenta: (0) →