Con il fiato sospeso

la mia esperienza all’Università di Catania

di Maria Rosaria

Mi chiamo Maria Rosaria e sono una ex studentessa di CTF dell’Università degli studi di Catania laureatami nel 2004 e ad oggi farmacista. Al tempo dei miei studi ero una “fuori sede” proveniente dallo stesso paese di Emanuele Patané, Giarre.
Emanuele lo conoscevo solo di vista e sapevo dove abitava poiché passavo spesso davanti casa sua per recarmi nella parrocchia vicina.Il suo nome mi divenne più familiare quando nel 2003 la mia collega, che frequentava i laboratori del 2° piano dell’istituto di farmacia, mi disse che c’era un ragazzo ammalato di tumore. Da allora,ricordo,si cominciarono a conoscere storie simili allora taciute e ognuno inevitabilmente cominciò a fare certe associazioni di idee. Io nel frattempo stavo completando la mia tesi sperimentale in chimica organica presso il dipartimento di chimica lavorando con molecole che erano derivati benzenici.Negli ultimi mesi cominciai ad avere una forte tosse che non riuscivo a placare con lo sciroppo.Era una tosse strana perché notai che, una volta arrivata a casa,mi passava per poi ripresentarsi il giorno seguente appena mettevo piede in laboratorio.
Come è ben descritto nel film “Con il fiato sospeso”,anche i laboratori degli altri istituti dell’università di Catania erano abbastanza fatiscenti e le precauzioni adottate non hanno limitato i danni.Il mio problema bronchiale cominciò ad impensierirmi quando un giorno, tossendo , avvertì un dolore alla schiena , proprio in corrispondenza delle spalle.Per fortuna grazie a un certificato medico potei stare un po a riposo accelerando i tempi della tesi.
Dopo la laurea, forte forse pure di questa esperienza, decisi di non continuare la via della ricerca con il dottorato in chimica, pur essendo questa una grande passione che mi accompagna ancora e che influenza pure il mio modo di rapportarmi con ciò che mi circonda.
Il film su Emanuele visto il 5 gennaio su Rai 3 mi ha riportato in mente il mio trascorso accademico con le sue fatiche e le sue soddisfazioni ma ha anche riaperto una piccola ferita, il dolore per la morte di un giovane ragazzo, brillante e con una vita davanti, che ha immolato se stesso e i suoi sogni sull’altare della scienza e della ricerca. E ciò mi ha fatto molto male..

Pubblicato in: le storie

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