Con il fiato sospeso

riflessioni

di letizia

Proprio ieri ho potuto rivedere il film e, come era capitato in seguito alla prima proiezione, ho passato tutta la sera a riflettere su quanto sia assurdo quello che è successo.
Frequento il dipartimento di chimica a Catania dal 2007 e da allora non ho mai avuto il timore di vivere in un ambiente insalubre, le misure di sicurezza sono sempre state rispettate anche nei più piccoli e apparentemente insignificanti dettagli nonchè si è sempre puntato parecchio sulla sensibilizzazione degli studenti riguardo il lavorare in ambienti sicuri. forse proprio per questo, quando una mattina vidi i laboratori del dipartimento di farmacia sigillati, rimasi stupita e ovviamente lo sconcerto crebbe quando venni a sapere tramite la stampa che oltre all’accusa di inquinamento ambientale c’erano di mezzo le morti di alcuni dottorandi.
è impossibile non provare a immedesimarsi in quei giovani, chi intraprende un simile percorso di studi è motivato dalle stesse emozioni,dalla stessa euforia, dalla stessa passione. al contempo provo a immedesimarmi in chi ha provocato questo scempio ma non ci riesco proprio, quale può essere la motivazione di tanta ingiustificabile superficialità? ignoranza?soldi?menefreghismo? e poi, con che coraggio lavarsi le mani e guardare negli occhi i genitori di quei ragazzi?come si può confidare nella impossibilità di dimostrare la causa di quelle malattie mortali? anche una matricola sa che in un laboratorio ci sono dei responsabili: tecnici, professori, addetti ai lavori, tutti perfettamente consapevoli della pericolosità comportata dalla manipolazione di reagenti tossici in luoghi non idonei. i fatti parlano da soli per cui in linea teoria non dovrebbe esser difficile aspettarsi giustizia e rispetto per la memoria di Emanuele, Agata e i coinvolti in questa assurda vicenda.
Probabilmente si potrebbe dibattere per giorni se la fonte del problema sta nella carenza di fondi per la l’univesità, se è il classico problema da ricercare nello stereotipo del meridionale retrogrado e strafottente o se invece è l’ennesimo vergognoso fatto di cronaca italiano; non credo che il problema si riduca a questo però probabilmente in gran parte risiede nello sconfortante disinteresse delle istituzioni, forse nel tentativo di salvaguardare una credibilità che proprio tale disinteresse ha ormai quasi del tutto cancellato. ai “piani alti” dell’ateneo mi piacerebbe ricordare che la vera università non sono loro e i loro interessi politici ed economici ma noi studenti che la viviamo giorno per giorno e a cui ci appoggiamo per poter concretizzare le nostre ambizioni.
è assurdo che si debba pagare il costo dei propri sogni con la vita.

Pubblicato in: le storie

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