Con il fiato sospeso

La ricerca perché????

di Laura

Avrei voluto fare medicina, ma avevo le idee confuse e la mia alternativa era Chimica Farmaceutica, alcuni miei compagni del Liceo me ne avevano parlato e così decisi che di iscrivermi a CTF, in realtà non avevo neanche superato il test a medicina, non avevo studiato e non avevo le idee chiare. I primi anni sono stati un disastro ho fatto pochissimi esami, lavoravo come cameriera, mi piaceva l’idea di essere indipendente di poter viaggiare, uscire e divertirmi e pensavo se non lo faccio adesso quando?? Ad un certo punto però ho dovuto fare una scelta studiare seriamente o lasciar perdere, ho capito che superati gli esami del primo anno soprattutto gli altri sarebbero stati più interessanti, così ho iniziato a studiare e un giorno una mia carissima amica Elisa mi ha detto: “Vuoi entrare in tesi con il prof. Tortorella, io mi sono trovata benissimo e conoscendoti non ho dubbi che andrete d’accordo!!” Cosi ho incontrato il prof. Tortorella e mi piaceva l’idea di scoprire nuove molecole testarle vedere se avessero o meno attività biologica ecc ecc.

I primi tempi della tesi sperimentale sono duri, perché tutto è nuovo, io mi sentivo stupida e incapace, inoltre mi mancavano molti esami per la fine degli studi e la vita fuori dall’Università non era proprio serena, ma sono andata avanti e con il trascorrere del tempo io e il prof. Tortorella iniziavamo ad essere complici nella ricerca, per esempio abbiamo trascorso ore dentro una stanzetta piccola con un altro ricercatore mentre faceva dei test colorimetrici, purtroppo non hanno portato a buoni risultati, peccato perché sarebbe stato interessante dimostrare la teoria del professore. Questo per dire che l’entusiasmo per la ricerca è il professore che lo trasmette, e ci sono professori che trattano gli studenti come fossero operai dentro una fabbrica di molecole, e a volte gli studenti non sanno neanche ciò che fanno o perché lo fanno. Il prof. Tortorella ci ha sempre lasciato libere di fare di pensare di impostare la nostra ricerca, sempre appoggiandoci, aiutandoci, incoraggiandoci ed è così che il laboratorio diventa la tua seconda casa, a volte si litiga a volte si piange, a volte l’entusiasmo e l’euforia ti fanno toccare il cielo con un dito e torni a casa felice perché quando ottieni risultati positivi ti rendi conto che hai fatto qualcosa di buono e la gioia è immensa. Per questo non è stato difficile recuperare gli esami non fatti i primi anni e nel frattempo fare la tesi sperimentale, certo ci sono dei sacrifici da fare ma quello che penso è che la soddisfazione nel superare un esame, nel fare molecole attive non tossiche ecc ecc è una delle soddisfazioni più belle perché fanno parte di te, è difficile da spiegare è un’emozione unica. L’amore per quello che faccio nasce anche grazie alla dott.ssa Daniela De Vita, è stata lei un giorno dicendomi una frase a indirizzarmi verso quella via che vorresti non avesse alcun ritorno…
Con lei ho condiviso giornate intense di lavoro, lei mi ha insegnato molto e come il professore lei pretende che si debba lavorare in sicurezza, per cui giustamente si arrabbiava se sentiva odori chimici in lab, tutto deve essere fatto sotto cappa, una cosa mi è stata detta e che si ripete negli anni e che non puoi usare i guanti sotto cappa poi con i guanti rispondere al telefono, o prendere una matita, i guanti si lasciano sotto cappa, a volte si fanno “sfiatare” per giorni; esiste la cappa benzene, solo la si può usare il benzene, con la massima accuratezza e attenzione, non si mangia né si beve in lab, la ricerca farmaceutica è bella, ma la salute vale di più. La ricerca perché è entusiasmo, la chimica perché ci appartiene ci circonda la viviamo, la biochimica perché è vita, perché è un meccanismo che vuoi capire, ricerca perché la condividi con persone che stimi e a cui vuoi bene, perché una squadra è meglio di un solo individuo. Questa squadra ha partecipato con gioia al film “Con il fiato sospeso” io ringrazio in modo particolare il prof. Tortorella perché è un esempio da seguire, DVD perché è il motore della mia ricerca, Costanza perchè è dalla nostra parte, di chi per passione ha dovuto pagare brutte conseguenze, e perché si sta muovendo forse qualcosa nella speranza che le morti avvenute a Catania non siano dimenticate, e che possa essere un modo per cercare di cambiare il modo di lavorare e fare ricerca sperimentale nelle nostre università e nei nostri laboratori.
Purtroppo l’Italia è il paese in cui se fai una denuncia giustificata rischi delle ritorsioni, le persone non parlano per paura di…e perché c’è la rassegnazione anche se parlo non mi ascoltano, o non cambia niente, uno studente che fa una denuncia potrebbe rischiare di essere preso di mira, nessuno denuncia per paura di….questa credo sia la filosofia maggiormente seguita e per questo non cambierà mai niente…
Gli studenti sono un bene prezioso, sono loro che vivono più di tutti i laboratori sono loro che lavorano più di tutti nei laboratori, allora vorrei invitare tutti i professori ad avere più cura dei proprio studenti siano tesisti o dottorandi, perché senza i tesisti e i dottorandi ci sarebbero molte meno pubblicazioni, molti meno fondi, molta meno ricerca allora perché non garantire almeno delle sicurezze nello stato di salute, per non dire poi un giorno mi dispiace, voltarsi dall’altra parte e continuare con i prossimi..

Pubblicato in: le storie

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